
Questa è probabilmente la domanda più gettonata che mi viene posta da quando ho aperto questo blog. L’ho aperto un anno fa, e ho ben 5 followers. Forse non l’ho curato col tempo e le attenzioni che meritava, ma oggi più che mai sono determinata a farlo. E lo farò.
Permettetemi di aprire una parentesi un attimo: grazie miei cinque fedelissimi, lo apprezzo tanto, che mi seguiate per diletto o per distrazione, vi assicuro che ne sono onorata. Chiusa parentesi.
“Ma non è frustrante scrivere se nessuno ti legge?”
No! Intanto perché è una cosa più forte di me. Amo leggere così come amo scrivere. In questo non c’è nessuna novità, lo riconosco, ma scrivere un blog in un’era in cui chi se lo fila un blog perché ci sono i social e (così credono) la gente non legge più, per me scrivere un blog acquista tutto un altro sapore. E’ come fare uno di quei mestieri che ormai nessuno più vuole fare perché tanto a che servono. Tipo il calzolaio o la sarta o l’interprete. A che serve? Le scarpe si rompono, le compro nuove tanto le ho prese a poco. Il vestito si è scucito, massì dai che lo vendo su Vinted. Ma perché assumere un neo laureato in lingue che ha studiato e si è sbattuto per 15 anni quando c’è l’AI che lo fa in meno tempo e a costo (quasi) zero?
Perché farlo ha tutto un altro sapore: sa di buono, sa di vintage (grande trend in rimonta questi ultimi anni). Mi fa sentire bene, mi stacca dalla realtà, mi fa fare ciò che amo quando e come voglio. È uno spazio, mio (nostro) ma ci si sta larghi e ognuno può a sua volta prendersi un suo spazio. Per questo scrivo questo blog. Per il bello di dare un senso ai miei pensieri, ai miei sogni, alle mie speranze. Sono giovane, ma sto crescendo. Non sono vecchia, ma invecchierò. E voglio lasciare, su questa Terra un pezzetto di me.
“Scrivere non porta a nulla: non sarai mai un’autrice da best seller”
No, non mi circondo solo di gente stronza che mi tarpi le ali con tanta cattiveria. Giuro! Però bisogna essere realisti. Diventerò una scrittrice? Al 99% no. Cioè nemmeno mia mamma legge il mio Blog. Mi piacerebbe essere un’autrice acclamata? Come dire di no! Ma a patto che io possa scrivere per il piacere di farlo e non per il dovere di farlo. Un piccolo sogno, forse. Anche se in fondo essere famosi non è un mio traguardo, a me piace unicamente scrivere perché ho qualcosa (spero) da raccontare. Anche se mi ritrovo in un’epoca avversa e in un mondo in cui anche le copertine dei libri devono essere carine e coccolose come i “Labubu” (a mio avviso sono bruttissimi e di puro marketing ma magari hanno una storia triste dietro quello sguardo sadico e se così, chiedo scusa per l’ignoranza). Tutto è estetica, tutto è social. Tranne me, come la cantava Fabri Fibra.
“Ma se proprio devi scrivere un blog perché letterario?”
Giusto. Questa è la prima bella domanda. Perché? Principalmente perché amo la letteratura e mi spiace tanto di non aver conosciuto la cara Jane (Austen), se no sono certa che saremmo diventate grandi amiche. O grandi rivali. Ma non è solo questo. La letteratura, mia materia di studio approfondito, è un motivo di grande fascino ed interesse. Mi stimola, mi ispira, mi smuove qualcosa dentro che neanche un kebab con il mio intestino.
Un blog letterario può permettersi soprattutto di essere libero: libero di spaziare tra le diverse culture e tra le diverse epoche. E questo per me è come un viaggio nel tempo. Mi sento come Cristoforo (Colombo) e ogni giorno scopro qualcosa di me e del nostro passato e degli autori che hanno fatto la storia, che mi sconvolge e mi commuove allo stesso tempo. Non esiste vincolo che mi imponga di non parlare di qualcuno perché adesso è già ieri.
In conclusione
Scrivere è qualcosa che fa bene alla mia anima, alla mia “affollata solitudine”, al mio volermi bene e sì, anche al mio ego. Vi racconto una curiosità: sapevate che la grande Agatha (Christie) iniziò a scrivere pungolata dalla sorella? Ebbene sì, quasi per scommessa la più grande giallista iniziò a scrivere per dimostrare a sua sorella di avere la stoffa di scrivere. Direi che le ha proprio sbattuto il “tappeto” in faccia, se si capisce la non metafora. Non sono nemmeno un centesimo di quella donna, ma solo perché non ho una sorella.
E tu che cosa ne pensi del mio monologo? Tu perché scrivi o leggi? Riesci a farlo nonostante le avversioni? Scrivimelo nei commenti 👇🏼 e se sei o non sei fra i cinque iscritti, in ogni caso un grazie speciale va anche a te.
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