Penn Badgley interpreta Joe Goldberg in You

Negli ultimi anni, pochi personaggi letterari hanno scatenato un dibattito così acceso come Joe Goldberg, protagonista della serie di romanzi You di Caroline Kepnes. Il suo fascino ambiguo e la sua capacità di giustificare ogni azione lo hanno reso un’icona della cultura pop, complice anche la celebre trasposizione televisiva. Ma dietro la sua apparente profondità e il suo amore ossessivo si nasconde un modello inquietante di manipolazione e violenza psicologica, che troppo spesso viene frainteso come passione romantica.

Un narratore inaffidabile e pericoloso

Joe Goldberg è un libraio intelligente, colto e dotato di una parlantina irresistibile. Raccontando la storia dal suo punto di vista, coinvolge il lettore nei suoi pensieri più intimi, rendendolo quasi complice delle sue azioni. Questo meccanismo narrativo è tanto brillante quanto pericoloso: Joe razionalizza ogni stalking, ogni intrusione nella vita delle sue vittime, convincendo se stesso (e chi legge) che le sue azioni siano mosse da un amore autentico.

Ma è davvero amore quello che prova? La risposta è no. Joe non ama le donne che insegue, le idealizza. Proietta su di loro la sua idea di perfezione e, nel momento in cui non corrispondono più alle sue aspettative, le considera un problema da eliminare. Letteralmente.

Il problema della fascinazione per Joe

Uno degli aspetti più inquietanti di questo personaggio è la sua popolarità tra i lettori e gli spettatori. Joe è diventato un’icona di stile, di fascino intellettuale, di mistero. Ma perché un assassino manipolatore ci affascina tanto? La risposta risiede nella narrazione romantica distorta a cui siamo abituati: l’idea che un uomo ossessivo e geloso sia semplicemente “troppo innamorato”, che il controllo sia una forma di protezione, che il desiderio di possesso sia una dimostrazione di passione.

Il problema non è tanto Joe, che è volutamente scritto per essere disturbante, quanto il modo in cui parte del pubblico lo percepisce. La sua figura si inserisce in una lunga tradizione di uomini letterari problematici (da Heathcliff a Christian Grey), ma con un’aggravante: Joe è reale, moderno, vicino a noi. Non è un aristocratico ottocentesco né un miliardario irraggiungibile, ma un uomo comune che si mimetizza tra la gente.

Perché dovremmo smettere di romanticizzarlo

Joe Goldberg è un personaggio interessante, scritto in modo brillante, ma non è un modello di amore. È la rappresentazione estrema di una mentalità pericolosa che, nella realtà, porta a violenza e abusi. Se la letteratura ha il potere di affascinare e farci riflettere, allora You è un ottimo punto di partenza per chiederci: perché certi uomini tossici ci attraggono ancora? E soprattutto, come possiamo imparare a riconoscerli prima che sia troppo tardi?

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