Sono contenta che mia mamma è morta

di Jennette McCurdy

MONDADORI, 2023 

pp. 384 

€ 14.25  (copertina flessibile) 

€ 9,99 (ebook) 

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C’è un confine invisibile ma netto che separa ciò che si finge normale da ciò che, a posteriori, si riconosce come abuso. Jennette McCurdy, con Sono contenta che mia mamma è morta,  racconta con lucidità tagliente e ironia amarissima cosa significhi attraversare quel confine e uscirne vivi, ma profondamente segnati. 

Il titolo, provocatorio e quasi violento nella sua sincerità, è già una dichiarazione d’intenti: qui non si cerca consolazione, ma verità. La McCurdy — ex enfant prodige della televisione americana — ripercorre la sua infanzia e adolescenza vissute sotto il controllo ossessivo della madre Debra, una donna che ha proiettato sulla figlia il proprio sogno infranto di diventare attrice, trasformando l’amore materno in un’arma sottile e letale. 

Sin da piccola, Jennette viene costretta a calcare set, recitare battute che non sente, sottoporsi a diete forzate e visite ginecologiche non richieste “per prevenire lo sviluppo”, come se crescere fosse un crimine. La narrazione, però, non indulge mai nel patetico: filtrata dalla voce adulta dell’autrice e dalla sua scrittura secca e precisa, la violenza psicologica appare tanto più disturbante quanto più normalizzata viene presentata. Il lettore assiste, pagina dopo pagina, a una messa in scena familiare fatta di ricatti emotivi e dipendenza affettiva, in cui la madre è al tempo stesso carnefice e vittima, mentre Jennette impara a reprimere i propri desideri per diventare la figlia perfetta. 

È difficile non provare un senso crescente di disagio leggendo, ad esempio, delle docce “madre-figlia” protrattesi ben oltre l’età dell’infanzia, o delle telefonate in cui la madre piange istericamente ogni volta che Jennette manifesta un bisogno di autonomia. Eppure la forza del libro non risiede solo nella denuncia, ma nel percorso di consapevolezza: il dolore della protagonista non è mai fine a sé stesso, ma il carburante di un’emancipazione interiore faticosa, radicale e liberatoria. 

Ciò che emerge, al di là della cronaca familiare, è un ritratto generazionale potente: una riflessione sul culto dell’immagine, sul peso delle aspettative genitoriali e su come il successo, soprattutto nel mondo dello spettacolo, possa diventare un’altra forma di prigione. Come Alice in L’estate che ho ucciso mio nonno, anche Jennette è una giovane donna in cerca di una verità scomoda, che si scontra con l’idea romantica della maternità come amore incondizionato. Entrambe le protagoniste, a modo loro, si ritrovano a dover uccidere simbolicamente una figura familiare per poter sopravvivere. 

Sono contenta che mia mamma è morta è un memoir crudele, che non fa sconti e ci ricorda una lezione fondamentale: l’amore, anche quello materno, non basta se non è sano. E a volte, per rinascere, bisogna avere il coraggio di tradire questo tabù.

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4 risposte a “Recensione: Sono contenta che mia mamma è morta di Jennette McCurdy”

  1. Avatar Topper Harley

    La copertina è fuorviante, non dà l’idea di una lettura così forte. Ma sembra interessante.

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    1. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

      La copertina sembra quella di “Barbie” perchè (senza spoiler) questo è ciò che la madre della protagonista le impone di essere, o meglio apparire: una bambina perfetta, anche quando non lo è più o non vuole esserlo. Diciamo che l’urna tenuta in mano restituisce il giusto sapore disturbante a quello che a primo sguardo può sembrare un libretto leggero. Non sarà Shakespeare, certo, ma è un’opera autentica, che tocca tasti dolenti e che fa capire quanto la “famiglia” non sia sempre sinonimo di rifugio e supporto. Ti consiglio questa lettura, è davvero molto scorrevole e ha una sorprendente ironia tagliente, che allegerisce il tema, senza banalizzarlo. Fammi poi sapere cosa ne pensi, e grazie mille per i tuoi feedback, mi fanno sempre piacere!

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      1. Avatar Topper Harley

        Già messo in lista. Mi fido molto del tuo giudizio. Vediamo quanto riesco a farlo salire in cima all’elenco delle prossime letture.

        Piace a 1 persona

      2. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

        Fammi poi sapere e grazie ancora!

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