Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia

di Michele Ruol

TerraRossa Edizioni, Sperimentali 2024

pp. 198

€16.00 (cartaceo)

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Ho fatto molta fatica a leggere questo libro, perché mi ha piacevolmente divorata. E quella stessa fatica la provo oggi nello scrivere una recensione che possa esserne all’altezza.

Parlare di dolore, di perdita di un figlio, o in questo caso di due, non è facile. Ma questo libro merita di essere letto.

Merita di essere letto, innanzitutto per la sua originalità: l’intera narrazione di questa catastrofe è affidata agli oggetti della casa dei protagonisti. Già dalle prime pagine infatti, capiamo che i 99 elementi che ci accompagneranno per gli altrettanti capitoli dell’opera, non ci portano verso un’avventura ma sono testimoni del dolore di una famiglia senza nome. Una famiglia che vede una Madre e un Padre affrontare quel che resta di un’esistenza senza i Figli Maggiore e Minore. Un dolore vissuto in maniera diametralmente opposta, che fa riaffiorare ricordi lontani e questioni ancora irrisolte.

Questo romanzo però, merita la vostra attenzione anche per la sua scrittura incredibile, soprattutto se si pensa che l’autore è un esordiente. A mio avviso – non me ne vogliano i suoi tanti anni di studio per diventare medico – ma la sua mano è nata, certamente, per scrivere. E nel raccontarci questo dolore, Ruol, ci prende per mano, ci fa fare un tour frammentario della casa, ci confonde, ci emoziona, sempre con una delicatezza disarmante che a tratti quasi spiazza per la sua precisione. Non è facile raccontare a parole ciò che si prova nel leggere questo Inventario, ma sicuramente quel che resta al lettore, è un turbinio di sensazioni che solo una scrittura accurata e delicata, sa smuovere e sa far emergere.

Infine, consiglio la lettura di questo romanzo, perché è un viaggio dentro se stessi: ci si scopre, ci si scotta, e ci si commuove. L’inventario di quel che resta, ci trascina dentro il dolore di questa famiglia, che potrebbe essere la nostra , quella dei nostri vicini o dei nostri amici. Il dolore che proviamo, è autentico, e forse ancor di più perché non ci sono nomi, non ci sono riferimenti. Il fatto di non averli, ci rende più esposti e vulnerabili. Ci tocca maggiormente, scoprendo la nostra fragilità ma restituendoci quell’umanità che molto spesso lasciamo incautamente bruciare per poi perderla con una folata di vento.

E allora, cosa resta di noi?

A noi lettori resta una lettura di quelle che fanno riflettere. Una lettura bella, amara, sì, ma che regala qualcosa. Questo viaggio tra i ricordi di una famiglia distrutta ci fa ricongiungere con la nostra fragilità, e forse, ci fa apprezzare ancor di più tutta la fortuna e la bellezza che ci circondano.

A me personalmente è rimasto un vuoto dentro: pagina dopo pagina, oggetto dopo oggetto, sentivo la lacerazione e il dolore pervadermi e divorarmi. Una sensazione mai provata prima, in lettura, ma forse perchè da madre, la mia sensibilità è cambiata. E allora ogni parola è stata per me doppiamente pesante. Quel che resta di un bel romanzo quando lo porti al suo termine è anche questo: la sensazione di cambiamento. Si sa sempre come si è a inizio lettura, ma non si sa mai come si sarà a fine libro. Io, personalmente, mi sento arricchita, estremamente grata e felice di aver fatto questa scoperta (peraltro al Salone del Libro).

Perciò grazie Michele Ruol, per questo gioiellino e grazie TerraRossa Edizioni, nella figura di Giovanni Turi (e di tutto il team, naturalmente) per averci offerto la possibilità di apprezzare quest’opera. E infine, ma non per importanza, grazie alla “Nina” cui è dedicato il libro, certa che senza questa ispirazione non ci sarebbe stato questo libro.

Carlotta Lini

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9 risposte a “Recensione: Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Michele Ruol”

  1. Avatar Topper Harley

    Credo che possa piacermi e poi ho fiducia nelle tue recensioni. L’ho già aggiunto alla mia lista.

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    1. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

      Ti ringrazio per la fiducia! Non è una lettura “banale”, nel senso che il dolore viene narrato da un punto di vista nuovo e se possibile ancora più lacerante, ma la scrittura è pulita, precisa, delicata e tagliente allo stesso tempo. Aspetto di sapere cosa ne pensi!

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      1. Avatar Topper Harley

        Mi hai messo curiosità, non so quando riuscirò a leggerlo ma lo farò. Aspetto che sia il libro a chiamarmi.

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      2. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

        Bravo. Io sono abituata a leggere più cose contemporaneamente, ma forse perchè mi piace anche seguire il mio stato d’animo: questo mi permette di spaziare tra i generi e apprezzare maggiormente un’opera che, se presa nel momento sbagliato, potrei non cogliere come merita.

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      3. Avatar Topper Harley

        Io sto leggendo tre romanzi contemporaneamente, ti capisco 😅

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      4. Avatar Topper Harley

        Ho appena finito La settimana bianca di Carrère. Poi sto leggendo: 1) Aadam ed Eeva di Paasilinna, 2) Via Castellana Bandiera di Emma Dante, quasi finito e 3) Il magico studio fotografico di Hirasaka di Sanaka Hiiragi. In più, un libro rivista con diverse storie e racconti, da poco uscito, che si chiama Barrio.

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  2. Avatar massimolegnani

    mi ritrovo in ogni parola di questa toccante recensione, ritrovo l’emozione della lettura, quel rallentare nel leggere perché non finisca troppo presto il libro.

    questa famiglia senza nomi diventa una famiglia universale.

    (e ora attendo l’intervista che hai fatto a Ruol)

    ml

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    1. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

      Grazie di cuore per questo tuo commento e grazie anche per seguirmi. Questo libro l’ho scoperto ormai mesi fa, un gioiellino, una vera perla rara che arriva dritta al cuore, toccando per davvero la fragilità e la sensibilità di noi “semplici” esseri umani. Sono molto felice per il successo che sta ottenendo, sia il libro che l’autore, e auguro ad entrambi che sia l’inizio di un bellissimo cammino. Ciò che amo dei libri, quelli che meritano, è che sono per sempre, e almeno loro, non hanno né tempo né scadenza. Grazie Massimo ☺️🙏

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