
Che sapore ha la “sconfitta”?
Sicuramente ha un gusto amaro, con un retrogusto ancora più disgustoso. A me i gusti amari piacciono, le sconfitte un po’ meno. Col tempo ho imparato ad accoglierle, a superarle e a trasformarle in qualcosa di costruttivo e positivo. Tendo a parlare poco di me come persona, ma una parte di questo blog è sicuramente dedicata alle emozioni, mie e dei miei pochi ma magnifici lettori.
In questi giorni avrei dovuto avere due risposte importanti a due miei progetti, che forse mi avrebbero cambiato la vita. Purtroppo non sono andati a buon fine. Io di contro, ho la brutta abitudine di essere una grandissima sognatrice. La classica svampita delle favole che si illude sempre che tutto abbia un lieto fine. Insomma, la Biancaneve dei libri (quindi forse più Belle de La Bella e la Bestia).
Ultimamente, c’è la tendenza a pensare che tutto sia facile e accessibile e che la nostra vita sia realmente come un film. Forse da bambini siamo stati lodati una volta di troppo non per il nostro duro impegno ma perché eravamo bravissimi, bellissimi e intelligentissimi.
Ma bravissimi a far cosa? Abbiamo le competenze? Abbiamo faticato, sudato, lottato per ciò in cui crediamo? O semplicemente ci siamo svegliati un giorno pensando di essere i migliori del mondo, così solo perché mamma diceva che eravamo fantastici?! Svegliamoci da questo sogno, perché la realtà è un incubo se no.
Il talento, qualora sia presente, va coltivato, nutrito e continuamente alimentato. Come una pianta (e scommetto che tutti ne abbiamo fatta morire almeno una nella vita, e se avete tutti il pollice verde, ci ho pensato io per voi, tranquilli).
Oggi forse sono fuori tema, forse faccio ragionamenti sconclusionati, ma ecco, mi va di farlo, di scrivere. E come sto veramente?
Bene!
Inaspettata questa risposta, vero?
Sto bene perchè per fortuna negli ultimi anni sto finalmente cadendo, sbattendo la testa, mi sto facendo davvero male (in senso lato, ovviamente). Non ho più chi mi tiene in braccio e non ho più i paracolpi. Cado e mi sfracello. Ma questo mi fa bene, sapete perchè?
Perchè finalmente sento tutto!
Sento di non essere all’altezza delle mie aspettative e questo mi stimola a dare il meglio di me, ad aver fame di vittoria e soddisfazione, perchè non tutto mi è dovuto e non sono bravissima in tutto. Sono umana, fatta di carne e di ossa. Sono fragile, posso piangere, posso arrabbiarmi, e credetemi, ho tantissima rabbia dentro con me stessa per certe mie scelte. Ma questo mi fa bruciare dentro ed esplodere fuori, rendendomi una persona vincibile e quindi sincera, autentica.
Sono felice di aver “fallito” queste mie due prove di vita?
Naturalmente no, ma sono grata di aver aperto gli occhi, stretto i pugni e dopo una bella doccia, aver ripreso a respirare.
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