
La lavoratrice
di Elvira Navarro
LiberAria Edizioni, 2019
pp. 176
€18 (cartaceo)
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https://amzn.to/466s0u9: Locura y mentiras a Madrid: dove sta la verità? Recensione di “La lavoratrice” di Elvira NavarroSe cercate un romanzo perturbante con narratori inaffidabili e passaggi di pura follia, allora questo, miei cari, è tutto per voi.
Ero da poco tornata a Madrid, Internet non esisteva e dovevo ricorrere ai giornali. Il mio unico desiderio era di farmi […] in un giorno di luna piena. Così, senza una ragione particolare. Credo che la follia si nascondesse proprio lì, in quella pretesa al limite e allo stesso tempo minima, come inghiottire un centopiedi con l’insalata. (p. 13)
La lavoratrice (“La trabajadora”, in lingua oringinale) racconta di Elisa, una giovane donna che lavora per una casa editrice di Madrid. Mal e poco pagata, per necessità economiche decide di mettere in affitto una stanza della sua casa e qui entra in scena Susana, nuova inquilina, teutonica, alta un metro e ottanta e dall’incerto passato, e oserei dire anche presente. Entrambe le due donne si rivelano essere narratrici inaffidabili: non sappiamo mai dove stia la verità, perché l’autrice ci lascia impotenti a brancolare nel buio delle nostre incertezze. Il ritmo iniziale, lento e fatto di lunghissimi passaggi in cui entriamo nella mente disturbata di Susana, si rivela sempre più rimato e incalzante man mano che avanziamo nella lettura. Se si superano le prime cinquanta/sessanta pagine, la sensazione di disorientamento lascia il posto alla crescente curiosità di saperne di più su questi due intriganti personaggi.
«Hai paura?», mi domandò la mia inquilina, e la vidi sorridere in modo complice e maligno.
«Chi diavolo sei?» risposi.
Mi alzai in piedi; mi sarei messa a correre se non fosse stato per le cinque figure che si erano piazzate al limitare del parco, e che guardavano verso di noi con l’immobilità tipica degli spettri. (p. 148)
Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2019 dalla casa editrice LiberAria, con la traduzione dello spagnolo a cura di Sara Papini. A quei tempi, per fortuna, si sapeva parlare ancora di personaggi femminili interessanti e non soltanto più di saghe familiari con protagoniste giovani donne femminili. No, in questo romanzo abbiamo due figure che oscillano continuamente tra realtà e follia, tra attacchi di panico, visioni persecutorie e incetta di farmaci psichici. Elisa e Susana sono distanti, diversissime sia dell’aspetto che nello stile di vita. Una lavora tantissimo e l’altra cosa fa davvero? Chi è? Ma in fondo non sappiamo nulla né di una né dell’altra e la bravura di Navarro sta proprio nel proporci figure reali e non filtrate per accontentare il pubblico di lettori. Non dobbiamo schierarci con l’una o con l’altra, non dobbiamo affezionarci a loro, dobbiamo semplicemente ascoltarle, sollevando ogni giudizio. Se saremo in grado di sospendere il pre-giudizio e di tuffarci in questa lettura tanto delirante quanto magnetica, di noi, come di Elisa e di Susana resterà la volontà di essere vissuti su questa Terra, godendo della nostra stessa esistenza nel bene e nel male che ne comporta. Concludo nominando l’altra grande protagonista indiretta di questa storia: la città di Madrid, che risucchia protagoniste e lettori in un vortice di locura come in un labirinto da cui è quasi impossibile uscire.
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