I titoli di coda di una vita insieme

di Diego De Silva

Einaudi, 2024

€19 (cartaceo)

€14.99 (e-book)

https://amzn.to/42qksQC

Alice e io ci vogliamo bene. Per questo ci stiamo lasciando. Lo so, è un paradosso, ma è cosí che finiscono i matrimoni. Per quanto illogico sembri, sono i difetti che tengono in vita le coppie.

Parlare d’amore e di momenti felici è apparentemente facile. Quando in una relazione si sta bene, e, soprattutto, le cose vanno bene, tutto si alleggerisce e anche le sfide quotidiane si affrontano con maggiore spensieratezza. Ma quando il matrimonio arriva alla deriva, solitamente i sentimenti di amore che ci avevano spinti al fatidico sì, vengono a mancare e lasciano il posto all’odio, al rancore e al non volersi più. Condividere la stessa stanza e talvolta perfino la stessa aria diventa intollerabile. L’altro non è un estraneo ma un intruso, qualcuno che non vogliamo più nella nostra vita.

Ne I titoli di coda di una vita insieme la storia però è un’altra: cosa accade quando il matrimonio finisce ma l’affetto e l’amore restano?

Fosco e Alice non sono rivali, sono due persone che si sono amate e che si vogliono tuttora bene, ma come coppia non funzionano più. Anche se hanno un figlio, Cristiano, una casa, i ricordi e, appunto, una vita insieme.

L’amore non è una storia, ma due. È lo squilibrio narrativo che rende scellerato il patto che regola la vita di coppia.

Il lettore non deve scegliere con chi schierarsi, perché De Silva non lo pone mai dinanzi a una scelta ma lo fa entrare piano piano nei sentimenti dei protagonisti. Fosco è uno scrittore e ha sempre la battuta pronta. Alice è un medico e scopriamo la sua personalità attraverso le attenzioni che riserva ai suoi pazienti. La bravura dell’autore risiede proprio in questa sua neutralità. Questa non è una storia di rivalsa o di frustrazione ma, paradossalmente, è una grande prova d’amore: lasciarsi andare, avere la forza di amarsi così tanto da dire basta.

Attorno ai protagonisti ruotano anche le figure dei due avvocati che seguono le pratiche di divorzio. Questo aspetto più burocratico ci viene infatti riportato minuziosamente e fa da contrappeso ai sentimenti. Un divorzio, non è solo una separazione fisica e mentale dall’altro ma è la rottura definitiva e legale di un unione. È tanto lacerante quanto un parto, perché in effetti, rimette al mondo due individui che dopo anni di noi, tornando a indossare gli abiti scomodi dell’io e del tu.

De Silva con quest’opera delicata ci dimostra ancora una volta quanto sia un piacere leggerlo e quanto lui stesso conosca da vicino le fragilità dell’animo umano. Una storia, quella di Fosco e Alice, che potrebbe essere la nostra, senza finzioni o abbellimenti.

Io vorrei isolare il momento in cui ho visto la crepa e ho preso atto della fine, ma non lo trovo, perché non c’è. L’amore è discreto nel morire, non si lamenta e non fa scenate, non c’informa quando si ammala. Siamo noi a risponderne, e tutto quello che gli capita è colpa nostra. Ma non siamo all’altezza di questa responsabilità, anche se in buona fede affermiamo di assumercela. Allora, molto semplicemente, non facciamo nulla.

Ci affidiamo al silenzio.

Posted in

Lascia un commento