Una testa piena di ricci

di Raffaella Case

Corbaccio, 2025

pp. 208

€16.90 (cartaceo)

€9.99 (e-book)

https://amzn.to/4nppPrthttps://amzn.to/4nppPrt: Alla ricerca delle proprie radici – Recensione di: “Una testa piena di ricci” di Raffaella Case

Zhenga (con la h, non come il noto calciatore) è una quasi tredicenne con una testa riccioluta e in particolare con un cespuglio ribelle, che vive di una propria identità, affettuosamente ribattezzato Bao (deve il nome al Baobab). A scuola c’è chi tenta di bullizzarla, ma lei tiene sempre testa con risposte argute e battuta pronta, fino a quando non le viene affidato il compito di scrivere un tema sulle proprie origini con tanto di albero genealogico, con nomi, professioni, vita, morte e miracoli di tutti i famigliari.

Il lunedì è partito con il piede sbagliato. La mamma già in ansia, già in ritardo, Zhenga muoviti. Bao che, causa fretta, non ha ricevuto la sua dose quotidiana di balsamo e acqua e ora se ne sta offeso, ispido, sulle sue. […]E poi: l’albero genealogico. Oggi si consegna il compito. (p. 61)

Nessun problema dal ramo materno, Nonno Arturo, trasferitosi (controvoglia) in casa sua, è pronto a scendere in campo, armato di racconti, aneddoti, storie e curiosità su tutti i parenti. Ma dal lato paterno, chi sono i parenti di Zhenga? Questo aspetto destabilizza completamente la vita della ragazza, la quale, per la prima volta sente una lacuna nella sua vita: la sua famiglia non le basta.

Zhenga è infatti figlia di Anna, milanese che lavora per uno pseudo politico, arrivista e opportunista (scoprirete perché), e Solomon, tassista proveniente dal Ruanda, le cui origini familiari sono oscure perfino alla moglie.

[…] Sente che lì troverà quello che sta cercando. Già, cosa sta cercando? Risposte signore e signori, ne ha il diritto. Non è che uno fa lo splendido mescolando il suo DNA con una donna di un altro continente, tutti ti bombardano di domande, e i tuoi capelli, e da dove vieni, e i tuoi genitori, e tu che mi hai messo in questa situazione ti metti a fare il misterioso su quella che è, a tutti gli effetti, anche la mia famiglia. I suoi amici hanno zii, cugini, nonni. Lei chi ha, a conti fatti? (p. 43)

Ma questo non è un giallo, è un racconto di formazione e in-formazione, perché la giovane protagonista ha tante domande e nessuna risposta. Zhenga inizia così una ricerca ossessiva delle proprie origini, in un viaggio che la porterà ben oltre i confini dei banchi di scuola e del compito che le era stato assegnato. Una scoperta che non la porterà alla conoscenza di se stessa, perché lei, pur essendo così giovane, ha già una sua bella e forte identità, ma la condurrà invece alla conoscenza della natura umana, in tutte le sue più ricche sfumature.

L’autrice con brillante armonia unisce i fili di un percorso che si insinua a poco a poco nella mente della protagonista, regalandole una caratterizzazione impossibile da dimenticare. Zhenga è uno di quei personaggi che il lettore ricorderà per sempre. E suo malgrado, ci si affezionerà. Il commiato coi personaggi ben riusciti è sempre doloroso, e qui, in questa storia, i personaggi hanno tutti una caratterizzazione talmente forte e lontana da qualsiasi stereotipia che si avrebbe voglia di saperne di più su ciascuno di loro. Io ho amato moltissimo il fatto che ognuno fosse introdotto dalla descrizione non del personaggio stesso, ma del suo ambiente. Una sorta di prefazione a ciò che stava per accadere. Questo romanzo si legge tutto d’un fiato, sia per come è meravigliosamente scritto, sia per l’intreccio e la curiosità di voler andare alla fine e scoprire la verità.

La verità è che in un panorama di banalità letterarie, rivisitazioni non richieste di grandi classici e adattamenti improbabili a testi che dovrebbero restare intoccabili, abbiamo bisogno di storie ben scritte . Quelle che ti consentono di viaggiare con la mente, lontano, dove i confini non hanno più senso.

Per chi, come me, è italiano, ma ha origini straniere e vagamente la cosa è notabile dal colore della pelle, da un capello riccio o da un non-so-cosa-ma-non-sei-italiana-vero?!, questa storia è ironicamente rappresentativa. Ho atteso con molta impazienza la sua pubblicazione, ne avevo letto in anteprima i primissimi capitoli e il primo giorno di pubblicazione l’ho acquistato. Questa storia tocca delicatamente punti e tasti dolenti di chiunque sia alla ricerca di un vuoto da colmare. Dove abbiamo lasciato le nostre radici? Da chi abbiamo preso questi ricci? Chi è così alto in famiglia? Queste sono le domande che ci poniamo, e questo libro ci offre una bellissima chiave di risposta.

Carlotta Lini

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