La meravigliosa lampada di Paolo Lunare

di Cristò

TerraRossa Edizioni, Sperimentali 2019

https://amzn.to/4obc4gs

pp. 102

€13 (cartaceo)

€9.99 (e-book)

Ho appena terminato la lettura di questo inno alla vita, alla sua imponenza e alla sua spietata fragilità. Se posso, preferisco sempre recensire un’opera a freddo, non mentre sono ancora in preda alle emozioni, perché difficilmente riesco a essere obiettiva. Questa volta farò un’eccezione, perché la scrittura di Cristò è un vero abisso: ti afferra e ti trascina a sé, dolcemente, ma con tutta la sua forza.

Paolo (Lunare, appunto) e Petra, sua moglie, si conoscono dai tempi del Liceo. Sono entrambi orfani di un genitore. Ed entrambi si nascondono dietro ai loro segreti. Non con malizia, ma con paura. Paura di non essere l’uno all’altezza dell’altra. E così, ormai quarantenni si nascondono dietro a falsi sorrisi e nottate separate. Lei nel letto, lui in garage a lavorare segretamente al regalo perfetto per il loro anniversario. Una lampada che con cura e dedizione coltiva e perfeziona da tre anni. Vuole ricreare la perfetta luce naturale, quella che inonda la stanza, quella che rasserena e dà gioia. Tutto questo per rendere felice sua moglie Petra. Ma quando Paolo, una notte, finalmente collauda il suo lungo esperimento e lo accende, la sorpresa che gli rivela questa lampada è incredibile. Se da un lato sarà un trionfo, dall’altro sarà l’inizio della fine.

Più di venti anni dopo quell’acquazzone estivo, in una notte di metà ottobre in cui aveva sentito freddo per la prima volta dopo una lunga e torrida estate, Paolo Lunare accese la sua meravigliosa lampada e, dopo tre ani di fallimenti, quello che vide non fu la luce del sole ma qualcosa di molto più straordinario e che lo lasciò senza parole.

(p. 24)

L’autore sviluppa questa storia in tre atti: il primo introduttivo e decisamente più lento, volto a creare l’atmosfera e a portare il lettore in uno stato di abbandono e piacere. Il secondo atto è invece carico di tensione, di attesa, di non detto e di menzogna. Il terzo ed ultimo, quello conclusivo, è poesia. Una dedica intima e sentita all’amore e alla vita. Non ci sono smancerie, serenate o eclatanti gesti romantici, ma le parole che accompagnano il lettore verso la fine dell’opera confermano quanto questo autore sappia far vibrare le parole oltre ogni barriera umana e linguistica .

Nella casa silenziosa Petra sentì rimbombare le proprie bugie talmente forte che per un attimo temette che Paolo potesse essere svegliato da tutto quel baccano. In ogni caso avrebbe dovuto alzarsi non oltre le sette e trenta per non fare tardi al lavoro.

Si guardò nello specchio dell’ingresso: i capelli ingarbugliati dal sonno le davano un’aria trasandata e rendevano più evidenti i pochi tratti somatici che aveva malauguratamente ereditato da sua madre; la piccola fototessera incastrata nell’angolo superiore dello specchio, che la ritraeva in un sorriso incerto di pochi giorni precedente alla sua scomparsa, le assomigliava ogni giorno di più.

Anche quella foto era una menzogna, un modo per ricordarsi di fingere ogni giorno di avere un’amata madre da commemorare.

(p. 27)

La storia di Paolo e Petra, uniche due figure attorno cui ruota l’intera narrazione (a parte, ovviamente, la lampada) è la storia di una coppia che si frequenta da sempre, ma che non si conosce affatto. Il tema dell’identità viene quindi proposto ma in maniera nuova, perché chi mente lo fa senza secondi fini. Lo fa perché non può farne a meno, perché è parte del suo essere, e anche se non è giusto, è inevitabile.

La cura con cui viene data la tridimensionalità a entrambi i personaggi è sorprendente, perché l’autore riesce a rimanere neutralmente distaccato senza mai svelare la sua preferenza e la sua posizione. Si sorride, ci si emoziona, ci si rattrista. Questo viaggio verso la nostra anima ci conduce ben oltre le aspettative: là, dove sogno e realtà si incontrano, e ne nasce una magia.

Carlotta Lini

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3 risposte a “Recensione: Tra sogno e realtà – “La meravigliosa lampada di Paolo Lunare” di Cristò”

  1. Avatar Topper Harley

    Mi piace. Soprattutto come ne parli. E il fatto che non ci siano smancerie lo porta direttamente nella mia wishlist.

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    1. Avatar I need a book | The Thrill of Literature

      Grazie! Mi ha rapita. E poi io sono sempre sincera, se una cosa non mi colpisce o non mi convince non ne parlo. Consiglio solo ciò che ritengo sia meritevole. Questo libro l’ho acquistato mesi fa su consiglio di Giovanni Turi in persona (il fondatore di TerraRossa). Ammiro moltissimo sia lui che gli autori che propone perché dietro ci sono una cura e un lavoro immensi e questa è davvero una brillante pubblicazione! Purtroppo non tutte le case editrici offrono un catalogo di così alto livello!

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      1. Avatar Topper Harley

        Mi fido di te. Anzi seguirò l’editore su IG.

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