
La seconda invasione dei marziani
di Arkadij e Boris Strugackij
Marcos y Marcos, ottobre 2025
Traduzione di Marco Zapparoli
pp. 128
€16 (cartaceo)
€6.99 (e-book)
I fratelli Strugackij non hanno bisogno di presentazioni, ma forse una minima introduzione al loro mondo è necessaria per poter cogliere appieno la loro scrittura. Pur essendo due nella realtà, nella scrittura, assumono la forma di un uno. Sono quattro mani e una sola, grande e brillante mente. Ma chi sono Arkadij e Boris Strugackij? Sono innanzitutto considerati tra i più importanti autori russi del ‘900. Massimi esponenti del genere fantastico nonché esploratori curiosi del concetto di futuro, in rapporto non soltanto con il tempo e con lo spazio, ma soprattutto con l’essere umano in quanto tale. A partire dal 1959 iniziano a scrivere romanzi, sia insieme che separati. Tra i più noti Picnic sul ciglio della strada, È difficile essere un dio e Un miliardo di anni prima della fine del mondo. Io però vi consiglio anche La città condannata, un’allegoria fantascientifica e distopica sull’indagine cosmica tra ordine e caos…umano.
Ma veniamo ora alla nostra (seconda) invasione dei marziani. I personaggi, presentati in legenda, hanno già tutti nomi altisonanti con irriverenti echi alla letteratura classica: Caronte, che qui non è un traghettatore di anime ma un intellettuale rivoluzionario (e cornuto, senza spoiler); Achille, non l’impavido eroe greco, ma un farmacista con la passione per i francobolli; e poi Artemide, Apollo, Ermione (non quella di Harry Potter) e perfino Minotauro e Polifemo.
Panico totale, come ai vecchi tempi, non vedevo niente di simile da una vita. Sapevo bene che se fosse davvero scoppiata una guerra atomica, non ci sarebbe stato posto migliore della nostra cittadina per nascondersi e attendere. Se invece si fosse trattato di un’eruzione, be’ era comunque lontana e, anche in questo caso, la nostra cittadina non avrebbe corso alcun pericolo. Ma era piuttosto inverosimile: quale eruzione potrebbe mai esserci qui? (p. 11)
Sulla Terra, per la precisione, vicino a Maratona, sono arrivati gli alieni. Il panico e il caos iniziano a scuotere gli animi della gente, che in preda a un evento così straordinario, come sempre, dà il peggio di sé. L’avevamo visto in Cecità di Saramago, l’abbiamo scoperto in Il prodigio di Sinisi e lo ritroviamo qui, in La seconda invasione dei marziani, in una nuova edizione pubblicata da Marcos y Marcos. Tra forti vibrazioni nella terra e grandi deliri di massa, incontriamo un’umanità più attenta a come sfruttare il prossimo (gli alieni, appunto) e a come manipolare e filtrare le mezze verità, che a capire chi siano davvero questi invasori. I concetti di predominanza e ignoranza non fanno solo rima, ma rendono bene l’idea di quanto dagli anni Sessanta a oggi, 2025, non si siano fatti molti passi avanti, ma solo bei capitomboli. Ripetutamente.
Come sempre, le traduzioni di Marco Zapparoli sono impeccabili. La restituzione dell’allegoria da una lingua ad un’altra non è mai cosa facile, ma l’intera opera non perde mai attinenza con la realtà, seppur tratti di alieni. Lode anche alle sempre vincenti e suggestive copertine di Andrea drBestia Cavallini. Le sue illustrazioni non sono solo accattivanti, ma hanno sempre qualcosa di curioso da raccontare. Sono un autentico invito alla lettura. L’intera opera si sviluppa sotto forma di diario, solo con date e talvolta orario, ma senza mai specificare l’anno. È impressionante pensare che sia stata pubblicata per la prima volta nel 1967 su rivista e nel 1968 sotto forma di romanzo. La scrittura dei fratelli Strugackij è veramente immortale e non ha davvero scadenza, perché anche le critiche socio-politiche presenti nel testo sembrano scritte oggi per il popolo di domani. Ecco, loro sì che erano veramente nel futuro.
“Direi che non siamo stati noi a decidere”
“Come sarebbe a dire, non siete stati voi? E allora chi?” “Direi che è stata la gendarmeria della capitale” ha detto Pandareo con un sussurro, guardandosi intorno. “Ma quale gendarmeria?” ha obiettato la folla.
“La gendarmeria in un’auto marziana? No, la gendarmeria non c’entra”. “Allora chi, secondo voi? ! marziani?” Pandareo si è alterato ancora di più e ha ringhiato: “Ehi, qualcuno ha parlato di marziani, per caso? Ma state un po’ attenti, state!” Nessuno, però, gli prestava più attenzione. Le lingue si erano sciolte definitivamente: “L’auto sarà anche marziana, ma quelli non sono marziani, è sicuro. Si muovono e si comportano come noi’. ‘Appunto. Però che cosa può fregargliene, ai marziani, della droga?’ ‘E dei nostri succhi gastrici, che gliene importa?’ ‘No signori miei, questi non sono esseri umani. Troppo tranquilli, troppo silenziosi. Secondo me sono proprio marziani. Lavorano come macchine’. ‘Hai detto bene, macchine. Perché dovrebbero sporcarsi le mani, i marziani? Ci sono i robot’. […] “Non sono robot. Sono le nuove regole. La gendarmeria ora recluta solamente sordomuti. Per proteggere i segreti di Stato”. (p. 69)
La seconda invasione dei marziani non è davvero un romanzo sugli alieni, ma sulle persone. Sull’assurdità con cui reagiamo di fronte all’ignoto, sul modo in cui la paura e l’interesse si mescolano fino a diventare indistinguibili. I fratelli Strugackij prendono la cornice della fantascienza solo per mostrarci, attraverso l’uso di allegorie e sarcasmo, quanto fragile e manipolabile sia la realtà in cui crediamo di vivere.
Alla fine non importa se i marziani siano arrivati davvero o no: ciò che resta è l’immagine di una società pronta ad adattarsi, a speculare, a reinventare il senso delle cose pur di sopravvivere. È un racconto breve ma densissimo, che lascia una sensazione strana, a metà tra il sorriso e l’inquietudine. A me ha lasciato un interessante amaro in bocca: la sensazione di qualcosa di sospeso tra realtà e finzione, come se il confine non fosse superato, ma “orrore”: superabile. Trovo questo aspetto estremamente allarmante perché quest’opera sembra essere quasi profetica. Seppure diversissima come scrittura, mi ha rammentato a tratti l’Orwell di La fattoria degli animali. Solo che qui la forte denuncia al potere e alla manipolazione censurante delle informazioni, non ha l’aspetto né di asini né di maiali.
L’animo umano è fortemente corruttibile e subdolo e pur di sfruttare è disposto a tutto. E allora cosa ne resta della nostra umanità? Chi è il vero marziano?
In poche pagine gli autori riescono a farci guardare dall’alto il nostro piccolo mondo, pieno di mezze verità e paure collettive. E quando chiudiamo il libro, viene da chiedersi se la seconda invasione non sia, in fondo, quella che viviamo ogni giorno, senza nemmeno rendercene conto.
di Carlotta Lini
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