
Il Natale di Poirot
di Agatha Christie
Mondadori, ottobre 2017
Traduzione di Oriella Bobba
pp. 209
€12.50 (cartaceo)
€7.99 (ebook)
Questo romanzo, un po’ come Il canto di Natale di Dickens viene sempre e inevitabilmente menzionato e scongelato per il periodo natalizio. Io non sono da meno, lo propongo e anche con entusiasmo, sia che lo conosciate a memoria (come la sottoscritta), sia che l’abbiate tenuto a debita distanza perché i gialli della Christie non fanno per voi. Male, non sapete cosa vi perdete. Scherzi a parte, l’autrice è la mia comfort zone, una delle poche che io legga e rilegga fino allo sfinimento, perché nonostante io rammenti l’esito dell’intrigo, ogni volta è un piacere riaffrontarlo e far funzionare al meglio le mie care celluline grigie. E mi dispiace, ma nessuno scriverà mai gialli come Agatha Christie. Ecco, dovevo dirlo.
Ma di cosa parla?
Gorston Hall, Longdale, campagna inglese. Anni trenta. Natale. Le famiglie accantonano i contrasti e si riuniscono per festeggiare, a volte solo con lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. E infatti la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé figli e nipoti, si trasforma in dramma. Il vecchio patriarca viene misteriosamente ucciso in una stanza chiusa dall’interno. L’assassino è un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti hanno un motivo per volere la sua morte.
Non mancano i colpi di scena, le lunghe descrizioni dei personaggi e ovviamente l’investigatore più famoso del mondo. Belga, testa a uovo, curatissimi baffi: vi viene in mente qualcuno?
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