• Maledette Feste

    di Isabella Pedicini

    Fazi Editore, ottobre 2024

    pp. 164

    €15 (cartaceo)

    €7.99 (ebook)

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    Una non-favola natalizia adatta a tutti coloro che odiano le feste, soprattutto quelle imposte. Si ride tanto in questo breve romanzo, ma resta un po’ di amaro, perché ciò che più ci fa ridere, in fondo è la pura verità.

    Ma di cosa parla?

    Il romanzo perfetto per chi è stanco delle Feste ancora prima che inizino.

    Agata ha quarant’anni e vive a Napoli da quando, diciottenne, ha lasciato il suo paesino dell’Irpinia per frequentare l’università. Lavora in un museo di arte contemporanea, ha un marito e due figli piccoli. Ogni mattina, per accompagnare i bambini a scuola, passa davanti alla cartoleria di zona, una stanza delle meraviglie piena di palloncini colorati, unicorni e indispensabili oggetti inutili che, nello spazio delle due vetrine su strada, scandisce il passare del tempo e l’avvicendarsi delle stagioni, dal periodo della cancelleria per l’inizio della scuola al momento dei gonfiabili per le vacanze al mare. Quando la vetrina di Halloween cede il passo alle prime decorazioni natalizie, Agata programma di raggiungere la sua famiglia nel borgo natio. A casa dei genitori, fervono i preparativi per una cena della Vigilia in grande stile per la quale è stato convocato l’intero parentado. Avviene però un imprevisto e toccherà ad Agata, che detesta le feste comandate quanto cucinare, occuparsi di tutto a un passo dal ricevimento, orchestrando pietanze, parenti e stoviglie e provando, tra una ricetta preparata a regola d’arte e le bizze di un anziano zio di quarto grado, a gestire inconvenienti e commensali prima che la cartoleria della sua città smonti la vetrina natalizia per passare alle ghirlande della prossima ricorrenza da celebrare.

    Con uno stile arguto e brillante, Isabella Pedicini affronta un grande tabù cercando di recuperare il significato originario del Natale, e delle feste tutte, attraverso una commedia irriverente e scanzonata sui riti e le tappe obbligate che si ripetono sempre uguali ogni anno mettendo sotto assedio ogni famiglia. Un libro per le Feste e contro le Feste per uscire indenni dal vortice natalizio e da un momento che a volte saremmo tentati di dimenticare.

  • L’equilibrio delle lucciole

    di Valeria Tron

    Salani, giugno 2022

    pp. 400

    €18 (cartaceo)

    €5.99 (ebook)

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    Tornare alle proprie origini e ai luoghi di un tempo per sentirsi davvero a “casa”. Questo romanzo è delicato, commovente e a fine lettura ci si sente come dopo un solenne abbraccio: rincuorati. Ne consiglio la lettura dopo una bella doccia calda, al calduccio sotto una grade e morbida coperta.

    Ma di cosa parla?

    Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia. Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo. Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa.

  • Natale senza affanno. Per riscoprire l’autentico spirito festivo e cominciare bene l’anno nuovo

    di Beth Kempton

    Corbaccio, novembre 2020

    Traduzione di Gabriella Pandolfo

    pp.240

    €16.90 (cartaceo)

    €9.99 (ebook)

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    Questo libro è un dolce toccasana per prendersi un momento per se stessi e riflettere sul vero senso del Natale. In un turbinio di stress e affanno per il giorno più atteso dell’anno (rima volutissima), è infatti bene non dimenticarsi che la salute, anche e soprattutto quella mentale, sono alla base di un’esistenza serena. Quindi godiamoci il meritato relax, molliamo questi maledetti telefoni e spegniamo la mente, leggendo un buon libro.

    Ma di cosa parla?

    E se il mese di dicembre fosse rilassante invece che stressante? Natale senza affanno ti conduce fuori dal buio dell’inverno per approdare all’incanto di un Natale autentico, di un periodo pieno di promesse e doni, e di meravigliose tradizioni. Leggendo questo libro, riuscirete a distaccarvi dalle feste natalizie dei centri commerciali, dei pranzi infiniti, dei ricevimenti organizzati più per dovere che per piacere, della corsa al regalo dell’ultimo minuto… da tutte quelle abitudini che hanno sopraffatto l’incanto dei Natali della vostra infanzia. E ritroverete il piacere della lentezza, del cucinare per la famiglia e gli amici, dello stare insieme e godere della compagnia reciproca senza affannarsi. Mai come in questo periodo dell’anno è importante ritagliarsi tanti momenti per stare un po’ con se stessi, coccolarsi, e riempire le festività non di incombenze e di cibo, bensì di ricordi, di tradizioni amate e rinnovate, di affetti, di progetti per l’anno nuovo, di speranze da coltivare per voi e per chi vi sta vicino.

  • Natale a Kirby Cottage

    di Anthony Trollope

    Garzanti, novembre 2025

    Traduzione di Alba Bariffi

    pp. 80

    €5.90 (cartaceo)

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    Trollope aveva quella rara capacità di ricreare atmosfere umane e famigliari tanto equivoche quanto divertenti. In questo libricino non è da meno, e i personaggi da lui delineati fanno entrare pienamento nello spirito natalizio dell’epoca, per certi versi, ancora molto attuale.

    Ma di cosa parla?

    «Dopotutto, il Natale è proprio una noia!» Prende spunto da questa innocente ammissione la romantica storia d’amore natalizia che Trollope mette in scena in questo racconto, pubblicato nel 1870. Pronunciata con leggerezza da Maurice Archer, che per Natale è ospite nella canonica del reverendo Lownd, l’infelice battuta lascia interdetta Isabel, la figlia del pastore, che del giovane è segretamente innamorata e tuttavia delusa da tanta insensibilità nei confronti della tradizione. Ma nel giorno più magico dell’anno le storie non possono che avere un lieto fine e, una volta chiarito l’equivoco, l’amore trionferà. Trollope confessava nella sua Autobiografia di non amare i racconti di Natale, che era costretto a scrivere per arrotondare i suoi modesti introiti di romanziere. Eppure in questa novella si conferma un vero maestro del genere, capace di immergere il lettore nell’atmosfera di un tipico Natale vittoriano, in pagine dal sapore rétro che profumano di vischio e di pudding.

  • Misery

    di Stephen King

    Sperling & Kupfer, ottobre 2025

    Traduzione di Tullio Dobner

    pp. 416

    €14 (cartaceo)

    €9.99 (ebook)

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    Dal maestro del brivido, un romanzo che tiene incollati alle pagine. La scrittura è incalzante e il ritmo prende vita man mano che la narrazione prosegue. Atmosfere glaciali, personaggi caratterizzati alla perfezione. Una vera pietra miliare del genere, capace di creare una tensione talmente angosciante e disturbante da non averne mai abbastanza. Una storia davvero da urlo!

    Ma di cosa parla?

    Paul Sheldon è uno scrittore di successo, autore della celebre saga di Misery Chastain. Dopo un incidente d’auto tra le montagne del Colorado, si risveglia gravemente ferito nella casa di Annie Wilkes, un’ex infermiera dal sorriso inquietante e dalla devozione malata. Annie è la sua fan numero uno. Ma è anche una donna instabile, ossessionata dal suo personaggio preferito – Misery – e furiosa per la sua morte nell’ultimo libro. Così Paul si ritrova prigioniero, costretto a scrivere per sopravvivere, in un gioco perverso dove ogni parola può salvarlo o condannarlo. Con Misery, Stephen King costruisce un incubo claustrofobico, un duello psicologico di straordinaria potenza, in cui la paura non nasce dai mostri, ma dalla follia umana. Dal romanzo è stato tratto il film culto Misery non deve morire, con Kathy Bates, vincitrice dell’Oscar come miglior attrice protagonista.