Ci sono scrittori che portano nel sangue l’avventura e nel cuore la tragedia. Horacio Quiroga, con la sua vita tormentata e la sua scrittura vibrante, è uno di questi. Considerato uno dei padri del racconto moderno in lingua spagnola, Quiroga ha saputo fondere il realismo della selva con l’inquietudine psicologica dell’uomo. I suoi racconti sono viaggi brevi e intensi, spesso letali, come le zanzare velenose della giungla che tanto amava e temeva.

Tra la vita e la morte: un’esistenza al limite

Nato in Uruguay nel 1878, Quiroga ha vissuto un’esistenza segnata dal dolore: morti tragiche, malattie, incidenti, follia. La morte fu per lui una presenza costante, quasi familiare, e non a caso è una delle protagoniste più frequenti dei suoi racconti. Ma lungi dal cedere al melodramma, la sua scrittura è secca, essenziale, tagliente. Ogni parola è misurata, ogni silenzio carico di tensione.

L’ambiente più ricorrente delle sue storie è la selva di Misiones, nel nord dell’Argentina, dove visse per anni a stretto contatto con la natura più selvaggia. Quiroga non descrive la selva come sfondo esotico, ma come un essere vivo, ostile, crudele, indifferente al destino dell’uomo. È in questo contesto che l’autore mette in scena le sue storie: uomini soli, bambini malati, animali pericolosi, forze invisibili.

Il racconto come arte di sopravvivenza

Quiroga considerava il racconto breve una forma perfetta, quasi matematica. Nel suo celebre decalogo per lo scrittore di racconti, afferma con rigore: “Non cominciare a scrivere senza sapere da dove vai; scrivi il tuo racconto in un solo respiro; non descrivere con parole quello che puoi mostrare con un gesto”. E lui, questi precetti, li ha seguiti fino all’ultimo.

Racconti come El almohadón de plumas (Il guanciale di piume), La gallina degollada (La gallina sgozzata), A la deriva (Alla deriva) sono piccoli capolavori dell’angoscia, costruiti con precisione chirurgica. In poche pagine, Quiroga crea atmosfere dense, angosciose, in cui il lettore si sente perso, vulnerabile, proprio come i suoi personaggi.

L’influenza e l’eredità

Spesso accostato a Edgar Allan Poe per l’intensità emotiva e il gusto del macabro, Quiroga è in realtà una voce profondamente originale, legata alla terra latinoamericana e capace di fondere tradizione gotica, realismo e simbolismo. La sua influenza si è estesa ben oltre la sua epoca: da Julio Cortázar a García Márquez, molti grandi scrittori sudamericani hanno riconosciuto in lui un maestro.

Un tè amaro, ma necessario

Prendere un tè con Horacio Quiroga non è un’esperienza leggera. È piuttosto un sorso amaro, di quelli che ti lasciano un sapore difficile da dimenticare. Le sue storie non consolano, non offrono redenzione. Ma insegnano a guardare in faccia la paura, il dolore, la morte – e, forse, a capire meglio la vita.

Raccolte consigliate

Cuentos de la selva (Racconti della selva, 1918) Scritti inizialmente per i bambini, questi racconti contengono però tutta la forza narrativa di Quiroga. Animali parlanti, natura selvaggia e pericoli reali si intrecciano in una lettura tanto affascinante quanto inquietante. Perfetto per chi vuole avvicinarsi al suo mondo attraverso storie brevi e intense.

Cuentos de amor de locura y de muerte (Racconti d’amore, di follia e di morte, 1917) Una delle sue raccolte più celebri, vero manifesto della sua poetica. Qui la selva incontra la psiche, l’amore si fonde con la malattia, la morte arriva in silenzio o con violenza. Imperdibile per capire l’anima profonda della sua scrittura.

Anaconda (1921) Raccolta che mescola elementi di natura, allegoria e tensione drammatica. Il racconto che dà il titolo all’opera è una sorta di favola darwiniana e feroce, narrata dal punto di vista dei serpenti. Adatta a chi ama i racconti simbolici e stranianti.

Racconti singoli da non perdere

El almohadón de plumas (Il guanciale di piume) Una giovane sposa si ammala misteriosamente… e il finale è da brividi. Un classico del terrore psicologico.

La gallina degollada (La gallina sgozzata) Racconto cupo e crudele sulla disabilità, l’abbandono affettivo e la vendetta infantile. Di una potenza disturbante.

A la deriva (Alla deriva) Un uomo morso da un serpente cerca disperatamente di salvarsi navigando sul fiume. Una storia tragica che esplode in poche, perfette pagine.

Los mensú Racconto sociale e durissimo sulle condizioni di lavoro dei braccianti nella selva argentina. Uno sguardo lucido e crudo sulla disumanità.

El hijo (Il figlio) Un padre e un figlio nella selva, una giornata di caccia… e un epilogo che lascia il lettore senza fiato. Uno dei racconti più commoventi e tragici mai scritti.

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