
Una di famiglia
di Freida McFadden
Newton Compton Editori, 2023
pp. 320
€9,99 (cartaceo)
Certi romanzi ti conquistano fin dalle prime righe per la scrittura scorrevole, per la capacità di costruire atmosfere e per la profondità dei personaggi. Una di famiglia di Freida McFadden rientra perfettamente in questa categoria, almeno fino a un certo punto.
L’autrice, nota per i suoi thriller psicologici sempre tesi e ricchi di colpi di scena, anche questa volta riesce a tenere il lettore incollato alle pagine grazie a uno stile fluido, diretto ma mai banale. La storia si legge velocemente, ma lascia spazio per riflettere — soprattutto per merito del ritratto psicologico delle due protagoniste femminili, che sono senza dubbio il punto di forza del romanzo.
Da una parte abbiamo la donna “perfetta”, elegante, controllata, sempre impeccabile. Dall’altra, una giovane infermiera con un passato difficile, che cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita accettando un nuovo lavoro in una casa altrettanto perfetta… o almeno così sembra. L’incontro tra queste due donne, così diverse eppure legate da un destino comune, è il motore che fa girare tutta la storia. Freida McFadden riesce a far emergere sfumature sottili, contraddizioni interiori, fragilità e forze nascoste: la loro psicologia è tratteggiata con intelligenza e attenzione, rendendole realistiche, vive, in continua evoluzione.
La trama, per quanto ben costruita, non brilla per originalità: il cliché della famiglia che nasconde segreti, della casa inquietante, del passato che ritorna, è un territorio già battuto nel genere thriller. Tuttavia, McFadden riesce comunque a rendere il tutto coinvolgente, seminando indizi, insinuando dubbi, giocando con le aspettative del lettore.
E poi arriva l’epilogo.
Un finale che dovrebbe sorprendere, ma che invece lascia un retrogusto amaro — non tanto per ciò che accade, quanto per come viene gestito. Dopo una narrazione calibrata, attenta, costruita su tensioni sottili e dinamiche psicologiche complesse, il colpo di scena conclusivo risulta forzato, quasi frettoloso. L’impressione è quella di un puzzle a cui manca l’ultimo pezzo, oppure peggio: di un puzzle che cambia forma proprio all’ultimo, spiazzando il lettore ma non in senso positivo.
Personalmente, ho trovato il finale deludente non perché mancasse di sorpresa — anzi, ne ha fin troppa — ma perché rompe l’equilibrio narrativo costruito fino a quel momento. È come se l’autrice avesse voluto stupire a tutti i costi, sacrificando la coerenza interna e l’evoluzione emotiva dei personaggi. Un peccato, considerando quanto fossero ben delineati fino a poche pagine prima.
In conclusiome
Una di famiglia è un thriller avvincente, scritto con mestiere e arricchito da protagoniste memorabili. La scrittura coinvolge, la tensione non manca, e c’è un’attenzione alla psicologia che rende la lettura appagante. Peccato per quell’epilogo affrettato e poco credibile, che lascia una nota stonata in una melodia altrimenti ben orchestrata.
Una nota per gli appassionati della saga: il 25 dicembre uscirà anche il film tratto dal primo libro della serie, con protagoniste Sydney Sweeney e Amanda Seyfried. Un segno evidente del successo di McFadden, che continua a conquistare lettrici e lettori con le sue trame a orologeria.
Trama ⭐️⭐️⭐️⭐️
Personaggi ⭐️⭐️⭐️⭐️
Originalità ⭐️⭐️⭐️
Scrittura ⭐️⭐️⭐️⭐️
Finale⭐️⭐️
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