
Essere umani. L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite.
di Madhumita Murgia
Neri Pozza, giugno 2025
Traduzione di Simonetta Frediani
pp. 335
€20 (cartaceo)
Cosa fareste se vi dicessero che, secondo un algoritmo, vostro figlio di sedici anni diventerà un potenziale criminale? E se vi predicessero tramite calcoli statistici che rimarrete incinte entro i vostri quindici anni di vita? A queste inquietanti predizioni risponde con lucidità e analisi la scrittrice e giornalista Madhumita Murgia che, in questo saggio, espone con linearità e voluta accessibilità, i casi realmente accaduti di persone che hanno visto sconvolgere la propria esistenza a causa dell’intervento dell’AI. Tra questi, l’autrice stessa.
C’è qualcosa di profondamente inquietante nell’idea che le decisioni più importanti della nostra vita, come chi assume un’azienda, chi ottiene un mutuo, chi viene curato prima o chi viene escluso, siano sempre più spesso affidate a sistemi che nessuno di noi vede davvero, e che pochissimi sanno comprendere fino in fondo.
In Essere umani Madhumita Murgia non scrive un saggio sull’intelligenza artificiale: scrive un libro sulle persone e su ciò che resta di noi quando il potere di decidere scivola lentamente dalle mani umane a quelle degli algoritmi.
Il cuore del libro non è la tecnologia, ma le sue conseguenze. Murgia racconta storie vere, vite programmate da sistemi automatizzati che promettono efficienza e neutralità, ma che spesso producono esclusione, disuguaglianze ed errori difficili da correggere. Il risultato è un mosaico di esperienze che mostrano come l’IA non sia un’entità astratta, futuristica, lontana: è già dentro il nostro lavoro, dentro la nostra sanità, la giustizia, l’istruzione.
La forza del libro sta proprio qui: nel rendere visibile ciò che normalmente non ha né volto né consistenza. Quasi come fosse un’entità ignota. Gli algoritmi infatti non hanno volto, ma chi ne subisce le conseguenze sì. E Murgia ci invita a riflettere e ad ascoltare le loro storie.
Il suo sguardo è lucido e analitico. Non c’è tecnofobia, non c’è nostalgia per un passato idealizzato. C’è invece una domanda che si ripropone di pagina in pagina: chi controlla davvero questi sistemi? E soprattutto: chi si assume la responsabilità delle loro decisioni?
Perché l’illusione più pericolosa è quella della neutralità. L’idea che un algoritmo sia “oggettivo” solo perché matematico. In realtà, come mostra Murgia, ogni sistema è costruito su dati, scelte, priorità, visioni del mondo. E quindi porta con sé pregiudizi, interessi, asimmetrie di potere.
Leggendo Essere umani si ha la sensazione di trovarsi davanti a un bivio: da una parte il conforto della delega (“decide la macchina”), dall’altra la fatica della responsabilità (“decidiamo noi”). Ed è un bivio in cui tutti ci imbattiamo, non soltanto gli addetti ai lavori.
Questo è un libro che non promette un futuro luminoso governato dalla tecnologia. Ma fa qualcosa di più importante: ci restituisce il diritto di porci le domande giuste.
In un’epoca che corre velocissima verso l’automazione, Essere umani è un invito a rallentare e a buttare i nostri dispositivi elettronici e tornare a guardarci l’un l’altro per parlare, ridere e piangere. A ricordarci che il progresso, se non è guidato da una coscienza collettiva, rischia di diventare solo una forma più elegante di disumanizzazione.
E ci insegna infine, che essere umani, oggi, è forse l’atto più radicale che possiamo compiere.
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