• La malizia del vischio

    di Kathleen Farrell

    Fazi Editore, novembre 2023

    Traduzione di Stefano Bortolussi

    pp. 240

    €18.50 (cartaceo)

    €9.99 (ebook)

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    Questo libro è talmente ben congegnato per personaggi e ambientazioni dal gusto retrò che sembra davvero di vedere una di quelle commedie natalizie con la compianta Diane Keaton. Un consiglio di lettura spassionato e divertente per farsi cullare dagli intrighi famigliari e da colpi di scena, più o meno aspettati.

    Ma di cosa parla?

    Ti piace davvero trascorrere il Natale con i tuoi familiari? Non parlano troppo? Non fanno troppe domande?

    Nella sua prima traduzione italiana, “La malizia del vischio” di Kathleen Farrell è un irriverente romanzo a sfondo natalizio che combina deliziose atmosfere rétro, spietate battute al vetriolo e una sfilata di personaggi in cui ogni lettore ritroverà qualcosa di sé e del proprio Natale in famiglia.

    In una località sulla costa del Sussex, una famiglia si appresta a riunirsi nella dimora dell’anziana matriarca per trascorrere le festività natalizie. Fuori soffia un vento freddo, la neve comincia a cadere e la tirannica padrona di casa è pronta ad accogliere la sua ribelle nidiata. A mano a mano che arrivano gli ospiti, ognuno con il suo carico di segreti, risentimenti e drammi personali, l’atmosfera si scalda: il fuoco viene acceso, lo sherry versato, i regali incartati e gli artigli affilati. Molte sono le tensioni nascoste che strisciano silenziose per i corridoi della grande casa: la nipote Bess, che vive con la zia, asseconda tutti i suoi capricci ma in realtà fantastica di fuggire; la figlia Marion è bersagliata dalla madre per il fatto di essere una donna in carriera e sfoga la propria frustrazione sul malcapitato marito; il figlio Adrian, inadeguato sotto tutti i punti di vista, si presenta a casa della madre ubriaco e pronto a dare spettacolo; il nipote Piers, giovane ambizioso e avventato, si diverte a corteggiare la cugina Bess, del tutto incurante delle possibili conseguenze. E se inizialmente gesti, sguardi e frecciatine sono ammantati dal velo ingannevole delle buone maniere, nell’arco di tre giorni può succedere di tutto, e i membri della famiglia faranno bene a prepararsi a un finale… scoppiettante.

  • La casa delle madri

    di Daniele Petruccioli

    TerraRossa Edizioni, aprile 2021

    pp. 241

    €16 (cartaceo)

    €8.90 (ebook)

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    Se vi piacciono le letture semplici e scorrevoli passate oltre, perché con quest’opera ci sono talmente tanti livelli ed è così densamente stratificata da non essere né così facile né così accessibile. Ma se ciò non vi spaventa, benvenuti in una lettura capace di trasportarvi in un’altra dimensione mentale in cui il flusso di coscienza e di parole si inseguono e rimangono indelebili nei luoghi vissuti. Avrei voluto farne una recensione completa, ma sono un po’ indaffarata ultimamente e piuttosto che farle male le cose, le rimando al loro giusto tempo. Quindi arriverà un articolo dedicato a questa meravigliosa e complessa opera fatta di legami e luoghi famigliari. Ma non è oggi quel giorno, però leggetela. Non solo perché arrivò nella dozzina dello Strega, ma perché merita molto. Cosa c’entra col Natale? Direttamente nulla, ma trovo che la famiglia sia centrale nel periodo natalizio, e a dieci giorni dal giorno più stressante dell’anno, volevo proporre una lettura originale e non tradizionale.

    Ma di cosa parla?

    Ernesto ed Elia sono gemelli e si inseguono in una specie di lontananza ravvicinata senza riuscire a toccarsi, come fossero rette parallele; Sarabanda e Speedy, i loro genitori, invece non la smettono di allontanarsi neanche quando credono di starsi vicino.E così Daniele Petruccioli ci conduce su e giù per le generazioni che si succedono in case dove le persone crescono, vivono, muoiono, traslocano e che sono forse le uniche vere custodi di una memoria che facciamo di tutto per rimuovere, ma permane ostinata. “La casa delle madri” non è solo un’esplorazione dei delicati equilibri sui quali poggiano gli sbilanciati rapporti famigliari, ma è anche l’esordio di una voce narrativa capace di incantare il lettore, facendolo smarrire in una prosa ricca di affluenti ma al contempo sorvegliata e potente.

  • Maledette Feste

    di Isabella Pedicini

    Fazi Editore, ottobre 2024

    pp. 164

    €15 (cartaceo)

    €7.99 (ebook)

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    Una non-favola natalizia adatta a tutti coloro che odiano le feste, soprattutto quelle imposte. Si ride tanto in questo breve romanzo, ma resta un po’ di amaro, perché ciò che più ci fa ridere, in fondo è la pura verità.

    Ma di cosa parla?

    Il romanzo perfetto per chi è stanco delle Feste ancora prima che inizino.

    Agata ha quarant’anni e vive a Napoli da quando, diciottenne, ha lasciato il suo paesino dell’Irpinia per frequentare l’università. Lavora in un museo di arte contemporanea, ha un marito e due figli piccoli. Ogni mattina, per accompagnare i bambini a scuola, passa davanti alla cartoleria di zona, una stanza delle meraviglie piena di palloncini colorati, unicorni e indispensabili oggetti inutili che, nello spazio delle due vetrine su strada, scandisce il passare del tempo e l’avvicendarsi delle stagioni, dal periodo della cancelleria per l’inizio della scuola al momento dei gonfiabili per le vacanze al mare. Quando la vetrina di Halloween cede il passo alle prime decorazioni natalizie, Agata programma di raggiungere la sua famiglia nel borgo natio. A casa dei genitori, fervono i preparativi per una cena della Vigilia in grande stile per la quale è stato convocato l’intero parentado. Avviene però un imprevisto e toccherà ad Agata, che detesta le feste comandate quanto cucinare, occuparsi di tutto a un passo dal ricevimento, orchestrando pietanze, parenti e stoviglie e provando, tra una ricetta preparata a regola d’arte e le bizze di un anziano zio di quarto grado, a gestire inconvenienti e commensali prima che la cartoleria della sua città smonti la vetrina natalizia per passare alle ghirlande della prossima ricorrenza da celebrare.

    Con uno stile arguto e brillante, Isabella Pedicini affronta un grande tabù cercando di recuperare il significato originario del Natale, e delle feste tutte, attraverso una commedia irriverente e scanzonata sui riti e le tappe obbligate che si ripetono sempre uguali ogni anno mettendo sotto assedio ogni famiglia. Un libro per le Feste e contro le Feste per uscire indenni dal vortice natalizio e da un momento che a volte saremmo tentati di dimenticare.

  • L’equilibrio delle lucciole

    di Valeria Tron

    Salani, giugno 2022

    pp. 400

    €18 (cartaceo)

    €5.99 (ebook)

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    Tornare alle proprie origini e ai luoghi di un tempo per sentirsi davvero a “casa”. Questo romanzo è delicato, commovente e a fine lettura ci si sente come dopo un solenne abbraccio: rincuorati. Ne consiglio la lettura dopo una bella doccia calda, al calduccio sotto una grade e morbida coperta.

    Ma di cosa parla?

    Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia. Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo. Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa.

  • Natale senza affanno. Per riscoprire l’autentico spirito festivo e cominciare bene l’anno nuovo

    di Beth Kempton

    Corbaccio, novembre 2020

    Traduzione di Gabriella Pandolfo

    pp.240

    €16.90 (cartaceo)

    €9.99 (ebook)

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    Questo libro è un dolce toccasana per prendersi un momento per se stessi e riflettere sul vero senso del Natale. In un turbinio di stress e affanno per il giorno più atteso dell’anno (rima volutissima), è infatti bene non dimenticarsi che la salute, anche e soprattutto quella mentale, sono alla base di un’esistenza serena. Quindi godiamoci il meritato relax, molliamo questi maledetti telefoni e spegniamo la mente, leggendo un buon libro.

    Ma di cosa parla?

    E se il mese di dicembre fosse rilassante invece che stressante? Natale senza affanno ti conduce fuori dal buio dell’inverno per approdare all’incanto di un Natale autentico, di un periodo pieno di promesse e doni, e di meravigliose tradizioni. Leggendo questo libro, riuscirete a distaccarvi dalle feste natalizie dei centri commerciali, dei pranzi infiniti, dei ricevimenti organizzati più per dovere che per piacere, della corsa al regalo dell’ultimo minuto… da tutte quelle abitudini che hanno sopraffatto l’incanto dei Natali della vostra infanzia. E ritroverete il piacere della lentezza, del cucinare per la famiglia e gli amici, dello stare insieme e godere della compagnia reciproca senza affannarsi. Mai come in questo periodo dell’anno è importante ritagliarsi tanti momenti per stare un po’ con se stessi, coccolarsi, e riempire le festività non di incombenze e di cibo, bensì di ricordi, di tradizioni amate e rinnovate, di affetti, di progetti per l’anno nuovo, di speranze da coltivare per voi e per chi vi sta vicino.