L’estate ha un ritmo tutto suo. Le giornate sembrano dilatarsi, le serate si allungano e finalmente troviamo il tempo per dedicarci a quelle letture che abbiamo rimandato per mesi. C’è chi sceglie romance da leggere sotto l’ombrellone, chi cerca storie capaci di trasportarlo lontano e chi, come me, non riesce a rinunciare a un buon thriller. Perché il thriller ha qualcosa di profondamente affascinante: crea una piccola sospensione dalla realtà, ci invita a osservare ogni dettaglio, a formulare ipotesi, a dubitare di ciò che sembra evidente. È il genere perfetto per quelle giornate in cui vogliamo lasciarci trascinare da una storia senza riuscire a mettere giù il libro.
Ma un buon thriller non deve necessariamente essere legato alla stagione in cui lo leggiamo. Le atmosfere estive possono essere un contorno piacevole, ma le grandi storie di mistero restano con noi anche quando le vacanze finiscono.
Ecco tre titoli diversi tra loro, capaci di regalare suspense, inquietudine e qualche ora di piacevole ossessione.
“Gran galà con delitto”di Simone Tempia (Garzanti)

Quando si pensa a un giallo spesso immaginiamo atmosfere cupe, indagini complesse e scenari pieni di tensione. Simone Tempia sceglie invece una strada diversa: quella dell’ironia, dell’intelligenza e del gioco letterario.
Gran galà con delitto è un omaggio al giallo classico, a quei romanzi in cui un gruppo di persone riunite nello stesso luogo nasconde inevitabilmente segreti, rivalità e verità inconfessabili. Un ambiente elegante, un evento mondano e un mistero da risolvere diventano gli ingredienti di una storia che diverte il lettore senza rinunciare all’enigma.
Il piacere della lettura sta proprio nell’equilibrio tra leggerezza e costruzione narrativa. Tempia dimostra di conoscere bene il genere e gioca con i suoi elementi più riconoscibili, trasformandoli in un racconto brillante.
È il libro ideale per chi ama i delitti in ambientazioni raffinate, i personaggi eccentrici e quel piacere un po’ nostalgico del “chi è stato?”.
Una lettura perfetta per una sera d’estate, magari accompagnata da qualcosa da un buon calice di vino e dalla voglia di lasciarsi sorprendere.
“Il respiro del faggio” di Fabio Rodda (Salani)

Con Il respiro del faggio ci spostiamo verso un noir dalle atmosfere più intime e cupe.
Qui il mistero non nasce soltanto dall’indagine, ma anche dal rapporto tra l’uomo e il luogo in cui si trova (Bologna).
Fabio Rodda costruisce un romanzo in cui il paesaggio non è semplicemente uno sfondo, ma quasi un personaggio. Il lettore percepisce una presenza costante, qualcosa di nascosto sotto la superficie, come se ogni elemento dell’ambiente potesse custodire una verità.
La suspense nasce dall’attesa, dalle domande che si accumulano pagina dopo pagina e dalla sensazione che dietro ciò che appare normale si nasconda qualcosa di irrisolto.
È una lettura perfetta per chi ama i misteri con una forte componente psicologica e quei romanzi che incuriosiscono al punto di non riuscire a smettere di leggere.
“La famiglia del piano di sopra” di Lisa Jewell (Neri Pozza)

Lisa Jewell è una delle autrici contemporanee che meglio sa raccontare le zone d’ombra delle relazioni familiari.
In La famiglia del piano di sopra arriviamo al vero e proprio thriller: tutto nasce da una domanda apparentemente semplice: cosa può essere accaduto in una casa dove, anni prima, sono stati ritrovati dei cadaveri e un neonato ancora vivo?
Da questo punto di partenza l’autrice costruisce un thriller psicologico in cui il passato torna lentamente a bussare alla porta dei protagonisti. La casa, con i suoi segreti e le sue stanze vuote, diventa il simbolo di una memoria che non può essere cancellata.
Il vero punto di forza del romanzo è la capacità di Lisa Jewell di scavare nei rapporti umani. Più che il crimine in sé, ciò che inquieta è la possibilità che le persone che crediamo di conoscere possano nascondere una parte completamente diversa di sé. La narrazione alterna prospettive e tempi diversi, creando una tensione progressiva che porta il lettore a voler ricostruire ogni frammento della storia.
È il classico romanzo che si inizia “solo per qualche pagina” e che finisce per accompagnarci fino a tarda notte.
Tre thriller, tre modi diversi di raccontare il mistero.
Questi tre romanzi dimostrano quanto sia ampio il mondo del thriller. Gran galà con delitto ci ricorda il piacere del mistero in maniera elegante e giocosa. Il respiro del faggio ci accompagna verso atmosfere più oscure e introspettive. La famiglia del piano di sopra ci mostra invece quanto il vero terrore possa nascondersi proprio nei luoghi che dovrebbero rappresentare sicurezza.
Tre storie diverse, unite dalla stessa capacità: quella di catturare il lettore e trascinarlo dentro un mistero al quale vuole assolutamente trovare risposta. E quando finalmente arriviamo all’ultima pagina, resta quella piacevole sensazione di aver vissuto un piccolo viaggio oscuro, ma al sicuro tra le pagine di un libro.
Carlotta Lini
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