Una bussola per genitori imperfetti

di Francesca Cardini

Vallardi, marzo 2026

pp. 238

€18.90

Questo manuale si rivolge al bambino che è in ognuno di noi: al bambino che siamo stati, quello che ha subito comportamenti tossici senza rendersene conto, e a quello che oggi avrebbe bisogno di essere ascoltato, accolto e nutrito. Grazie a questa consapevolezza di ciò che siamo stati e ciò che possiamo essere, potremo essere non dei genitori perfetti, ma degli esseri umani migliori.

Francesca Cardini, psicologa e psicoterapeuta, in Una bussola per genitori imperfetti affronta la genitorialità senza trasformarla in una gara di prestazioni o in un elenco sterile di regole da seguire. Il suo sguardo procede altrove: dentro le fragilità degli adulti, dentro quelle crepe emotive che spesso precedono la nascita stessa di un figlio e che riemergono, improvvise, proprio nel momento in cui si è chiamati a educare, accogliere, contenere.

La nostra mente, mentre ci relazioniamo da genitori, ricorda la nostra personale esperienza di figli e reagisce ad essa. Questa non è una colpa, non possiamo evitare che la mente ricordi e non abbiamo responsabilità rispetto a ciò che ci è capitato. Ma possiamo tenerlo presente, sapere che è una cosa che accade e diventarne sempre un po’ più consapevoli. E possiamo iniziare a coltivare la compassione verso di noi, verso il passato e la storia che non ci siamo scelti. Non possiamo evitare che le ferite possano riaffiorare e farci soffrire ancora. Ma possiamo imparare piano piano a separare il nostro passato dal nostro presente di genitori. (p. 23)

Il cuore del libro, infatti, non riguarda soltanto il rapporto tra genitori e figli, ma quello, più complesso e delicato, tra ogni adulto e il proprio bambino interiore. Cardini sembra ricordarci che molti dei nostri automatismi, delle nostre paure e delle reazioni sproporzionate o dei sensi di colpa che abitano la quotidianità familiare non nascono nel presente, ma affondano le radici in ferite antiche, in bisogni ignorati o in ascolti mancati. Ed è proprio qui che questo testo trova la sua autenticità più profonda.

L’autrice evita accuratamente il tono giudicante che spesso caratterizza certi manuali dedicati alla genitorialità. Nessuna formula perfetta, nessuna promessa illusoria di equilibrio assoluto. Al contrario, emerge una visione profondamente umana dell’essere genitori: una condizione fatta anche di stanchezza, rabbia, inciampi, contraddizioni. Eppure, proprio dentro questa imperfezione, la Dottoressa individua la possibilità di costruire relazioni più consapevoli e meno fondate sulla paura.

La scrittura mantiene una chiarezza accessibile senza perdere spessore psicologico. Ogni riflessione sembra nascere dall’esperienza clinica, dall’ascolto reale delle persone, e questo dona al libro una dimensione concreta che arriva immediatamente a chi legge. Non si ha mai la sensazione di trovarsi davanti a una teoria astratta: ogni pagina dialoga con vissuti riconoscibili, con dinamiche familiari comuni, con emozioni che molti adulti faticano persino a nominare.

Particolarmente prezioso è il modo in cui viene restituita l’importanza della psicoterapia. Non come risposta miracolosa o soluzione rapida, ma come spazio di comprensione, come possibilità di interrompere catene emotive tramandate inconsapevolmente di generazione in generazione. Cardini mostra con grande lucidità quanto un genitore che scelga di guardarsi dentro stia, in realtà, compiendo un gesto d’amore anche verso i propri figli. Perché educare significa inevitabilmente fare i conti con se stessi.

Una bussola per genitori imperfetti diventa così qualcosa di più di un semplice libro sulla crescita dei figli: è un invito ad abbracciare la propria fragilità senza vergogna, ad accettare che l’equilibrio non coincida con l’assenza di errori ma con la capacità di riconoscerli, comprenderli e trasformarli. E forse è proprio questo il passaggio più potente del volume: ricordare agli adulti che meritano ascolto tanto quanto i bambini che stanno cercando di crescere.

Carlotta Lini

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