• Fuga dal Natale

    di John Grisham

    Mondadori, gennaio 2002

    Traduzione di Tullio Dobner

    pp. 153

    €15 (cartaceo)

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    Premessa 1: esiste in un’edizione anche più economica, con copertina flessibile e non rigida. Io le ho entrambe, ma sono ormai libri fuori catalogo quindi difficilmente reperibili.

    Premessa 2: se proprio non doveste trovare la versione cartacea o ebook, sappiate che esiste la versione cinematografica (forse più reperibile). Poi fatemi sapere com’è, perché io non l’ho ancora vista.

    Tolte le dovute premesse, vi consiglio, se ci riuscite, la lettura di questo romanzo perché è bello poter leggere uno tra i più grandi romanzieri di thriller nelle vesti di narratore di una commedia natalizia. Non è il suo capolavoro, ma si ride, ci si commuove e si trascorrono delle piacevoli ore in compagnia di una storia famigliare che scalda il cuore. A me questo è bastato.

    Ma di cosa parla?

    Si avvicina il Natale, e con esso tutto ciò che comporta: una bella festa, certo, forse la più bella di tutto l’anno, ma nel mondo consumista è anche sinonimo di grosse spese per acquistare i regali, gli addobbi, le beneficenze e imbandire le tavole delle famiglie. L’anno precedente, per questo, la famiglia Krank ha subito un esborso di 6100 dollari. Quest’anno però la figlia Blair, neolaureata, parte per una missione umanitaria in Perù, quindi senza di lei festeggiare il Natale perde di significato. Il signor Luther Krank allora decide di investire più o meno la somma spesa l’anno precedente per una crociera ai Caraibi. Questo significa niente addobbi, niente festa con tutti i vicini, niente beneficenza, niente tacchino, niente regali, niente pupazzo Frosty sul tetto. L’impresa però non è facile: il Natale è una festa troppo invadente, spinta soprattutto dal consumismo e dall’ipocrisia della gente, con i suoi falsi moralismi.

    Se volete uno spoiler, ne ho parlato più ampiamente qui.

  • Cose spiegate bene. A Natale tutti insieme.

    di Il Post e Iperborea

    Iperborea, novembre 2023

    pp. 224

    €19 (cartaceo)

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    Questa collana, da me scoperta solo recentemente, non solo è spiegata veramente “bene” ma è davvero un manuale utile e sempre intrigante sulle “cose” che ci circondano. Questa edizione ruota tutta attorno al Natale e ci permette di scoprire quanto (forse) poco ne sappiamo non soltanto sulle sue origini ma anche sul perché lo amiamo (o odiamo) tanto. Un modo carino e originale per scoprirci più elfi o Grinch.

    Ma di cosa parla?

    A Natale tutti insieme è l’ottavo numero di COSE Spiegate bene, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea. Comunque lo chiamiamo è il periodo dell’anno che assorbe più pensieri, affetti, tormenti, e spazio sugli scaffali dei supermercati e delle librerie: e ci offre (o ci impone) occasioni di stare insieme a parenti e amici adorati o tollerati. Questo numero di COSE Spiegate bene ci fa arrivare preparati, con argomenti di cui parlare o con un regalo da regalare, spiegando per esempio come mai un santo turco vissuto fra il III e il IV secolo d.C. sia diventato un uomo vestito di rosso con una gran barba che porta regali con una slitta trainata da renne. O perché una festa che sembra avere un’origine religiosa ben definita fosse già altro prima e sia diventata una festa per tutti dopo. Tenendo conto anche di chi borbotta, a Natale, e perché lo fa. E di quali regali funzionano di più. E senza dimenticare che, mentre l’iconografia classica usata per rappresentare il Natale è sempre legata all’immagine della neve e degli abeti, in realtà in molti paesi dell’emisfero australe quella del Natale è una stagione calda. E raccontando perché Natale è quel giorno lì, e le cose grosse che sono successe nel mondo nei giorni delle feste. E poi storie avvincenti di Natale, Natali non cristiani, risposte sui re magi, i film di Natale al cinema e in televisione (non è Natale senza guardare Una poltrona per due), e le canzoni di Natale più belle, e cosa si mangia a Natale e cosa non si mangia. Tutto in mezzo a tintinnii, partite di Trivial Pursuit e letterine. Con testi di Arianna Cavallo, Daniela Collu, Fossombroni e Torrigiani, Pietro Minto, Michele Serra e della redazione del Post.

  • Sogno di Natale

    di Luigi Pirandello

    Garzanti, novembre 2021

    pp. 96

    €5.90

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    Il mio amore incondizionato per Luigi Pirandello credo risalga alle medie, se non addirittura alle elementari. In queste vesti un po’ saramaghesche devo dire che non lo conoscevo ancora, ma ne sono rimasta piacevolmente molto molto sorpresa.

    Ma di cosa parla?

    È festa ovunque: nelle chiese, nelle case, intorno alle tavole imbandite, nell’aria che risuona dei sacri canti natalizi. Ma ecco che nella fredda notte della vigilia, lungo le vie del paese ormai deserte, improvvisamente appare Gesù. Come un fantasma bianco splendente, simile a una piuma sospinta dal vento, tende l’orecchio alle porte delle dimore più umili: cerca un’anima in cui rivivere. Riuscirà a trovarla nel corso del suo viaggio? Oltre a Sogno di Natale, quest’antologia contiene alcuni degli altri racconti che Luigi Pirandello ha dedicato al giorno più amato dell’anno: Natale sul Reno, La messa di quest’anno, Un goj, I galletti del bottaio e L’uccello impagliato.

  • Natale con i fantasmi

    di AA. VV.

    Neri Pozza, novembre 2022

    Traduzione di Simona Fefè

    pp. 240

    €22 (cartaceo)

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    Non ci sono solo i fantasmi di Dickens a far da protagonisti del Natale, ma anche quelli narrati in questa raccolta di racconti, pubblicata da Neri Pozza per la collana I narratori delle tavole. Dalle menti di Bridget Collins, Imogen Hermes Gowar, Kiran Millwood Hargrave, Andrew Michael Hurley, Jess Kidd, Elizabeth Macneal, Natasha Pulley e Laura Purcell, otto racconti all’insegna del macabro, del grottesco, del paranormale e del tenebroso. Per tutti i Grinch che odiano le storie dai buoni sentimenti e prediligono il lato oscuro dell’animo umano.

    Ma di cosa parla?

    Le storie dei fantasmi sono ricorrenti nella letteratura fin dall’antichità e sono tradizionalmente legate alle feste natalizie. In questa raccolta alcuni dei più grandi scrittori contemporanei – tutti maestri del terrore – riportano in vita questa antica tradizione con una serie di racconti che fanno venire i brividi.

    C’è un uomo ossessionato dal gioco degli scacchi che decide di prendere in affitto una singolare casa bianca e nera, con un sobrio giardino all’italiana in cui, disposti su due file, vi sono alberi potati in forme elaborate e familiari: torri, cavalli, alfieri, re e regine, con davanti i lunghi ranghi dei pedoni. Ma, se di giorno quel luogo è pervaso da una pacata quiete, di notte si trasforma nel più spaventoso degli incubi.
    Una donna in fuga da un marito violento sceglie, come rifugio per sé e suo figlio, la vecchia dimora di famiglia. Dovrebbe sentirsi protetta, tra quelle mura, ma fin dalla prima notte appare chiaro che qualcun altro abita quelle stanze polverose. 
    Il giovane Walter Pemble, fotografo commemorativo di prim’ordine, si presenta nella residenza dei coniugi Wilt per il ritratto della defunta Lily, unica figlia di Rumold e Guinevere Wilt. La casa è sprofondata nel lutto, gli specchi oscurati, gli orologi fermi e le persiane alle finestre chiuse con il batacchio trattenuto con del crespo. Solo Lily Wilt, adagiata nel suo feretro, appare più viva che mai.
    La giovane Catherine Elizabeth Mary Blake, fresca sposa e signora di Blake Manor, nella campagna dello Shropshire, viene messa al corrente di una storia agghiacciante accaduta a pochi passi dalla sua tenuta. Una storia tanto torbida da lasciarle addosso un segno indelebile.

  • Il Natale di Poirot

    di Agatha Christie

    Mondadori, ottobre 2017

    Traduzione di Oriella Bobba

    pp. 209

    €12.50 (cartaceo)

    €7.99 (ebook)

    https://amzn.to/4otWn3K

    Questo romanzo, un po’ come Il canto di Natale di Dickens viene sempre e inevitabilmente menzionato e scongelato per il periodo natalizio. Io non sono da meno, lo propongo e anche con entusiasmo, sia che lo conosciate a memoria (come la sottoscritta), sia che l’abbiate tenuto a debita distanza perché i gialli della Christie non fanno per voi. Male, non sapete cosa vi perdete. Scherzi a parte, l’autrice è la mia comfort zone, una delle poche che io legga e rilegga fino allo sfinimento, perché nonostante io rammenti l’esito dell’intrigo, ogni volta è un piacere riaffrontarlo e far funzionare al meglio le mie care celluline grigie. E mi dispiace, ma nessuno scriverà mai gialli come Agatha Christie. Ecco, dovevo dirlo.

    Ma di cosa parla?

    Gorston Hall, Longdale, campagna inglese. Anni trenta. Natale. Le famiglie accantonano i contrasti e si riuniscono per festeggiare, a volte solo con lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. E infatti la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé figli e nipoti, si trasforma in dramma. Il vecchio patriarca viene misteriosamente ucciso in una stanza chiusa dall’interno. L’assassino è un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti hanno un motivo per volere la sua morte.

    Non mancano i colpi di scena, le lunghe descrizioni dei personaggi e ovviamente l’investigatore più famoso del mondo. Belga, testa a uovo, curatissimi baffi: vi viene in mente qualcuno?